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Altea: bechico naturale per la cura della tua tosse

L’effetto sedativo nel trattamento della tosse, l’efficacia sui disturbi dell’apparato digerente, l’uso sulle affezioni dermatologiche. Tutte le proprietà e gli usi dell’Althea officinalis L.

di Francesco Marino

Althea offiinalis L. è una grande pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Malvaceae.
Il fusto alto in media 1,20 m si presenta con caratteristico aspetto bianco vellutato dato dalla copertura di peli densi. Dal profilo tomentoso si mostrano anche le foglie palminervie, lobate a margine dentato.
Da Maggio ad Agosto si presentano all’ascella delle foglie i fiori, dal colore bianco-rosaceo dalla caratteristica morfologica della famiglia.

La droga della specie officinale è rappresentata dalle radici  e dalle foglie.
Presente come specie spontanea in tutta Europa, il suo habitat sono luoghi umidi, sponde dei fossi dai 0 ai 1200 mt. Si ritrova nella caratteristica flora della steppa Siberiana.

Dalle proprietà curative note, fu una specie ampiamente adoperata nella medicina greca del IX secolo a.C. Usata tradizionalmente come emolliente e antinfiammatorio, è impiegata come bechico per tossi e bronchiti, nel trattamento oro-faringeo, come colluttorio e nelle affezioni dermatologiche come antipruriginoso.

Etimologia

Althea: Il nome del genere deriva dal greco “ἀλθαία àlthaía”, nome usato da Teofrasto e derivato da “αλθαινω altháino”, io medico, risano, per le proprietà medicinali di alcune specie;
officinalis: da offícina laboratorio medioevale, piante usabili in farmaceutica, erboristeria, liquoristica, profumeria e simili.

Proprietà

Bechico mucillaginoso, l’azione emolliente e antinfiammatoria dell’Althea officinalisL. trova impiego nel trattamento della tosse secca a carattere infiammatorio, bronchite e affezioni del cavo orale e della faringe.

L’efficacia terapeutica delle principali formulazioni a base di Althea officinalis L. è data dalla caratteristica presenza della mucillagine che compone il tessuto della droga,composta da: D-galattosio, L-ramnosio, acido D-glucuronico e D-galatturonico, che insieme a molecole bioattive appartenente alla classe dei flavonoidi: quercetina, kaempferolo e acidi fenolici: acido clorogenico, caffeico coumarico completano l’efficacia terapeutica sinergica data dal fitocomplesso.

La presenza del tessuto mucillaginoso rende l’Altea un efficace emolliente naturale per l’affezioni dermatologiche, dato l’effetto antinfiammatorio e antipruriginoso trova impiego nella cura di bruciature, ragadi  e punture di insetto.
L’effetto lenitivo della radice e delle foglie trova impiego nel trattamento dei disturbi dell’apparato digerente.

Formulazioni Erboristiche

I principali preparati erboristici derivati dalla specie dell’Althea officinalisL. sono:

  • Miellito: (macerazione droga fresca nel miele)
  • Decotto: (si utilizza il taglio tisana della radice o delle foglie);
  • Tintura madre (macerato idroalcolico della radice fresca/della foglia fresca);
  • Sciroppo (soluzioni di più piante con aggiunta di zucchero);
  • Creme & Pomate (Estratto acquoso ed oleoso di Altea di più piante con Oli essenziali);

Altea tra storia e curiosità

L’Althea era considerata un cibo prelibato presso i romani, mentre veniva impiegata in tempi di carestia dai greci, turchi e siriani.

Le Proprietà curative dell’Althea officinalis L. erano già note nel IX secolo a.C., ad esse faceva ampio ricorso la medicina greca.

“Pâté de guimauve” erano delle caramelle morbide preparate con la polvere di radice indicate nelle infiammazioni del cavo e in caso di tosse.

Presente in uno dei Capitolari di Carlo Magno per curare piaghe tumefatte ed infette, era a questo scopo coltivata nei giardini dei monasteri nel Medio Evo.

“De medicina Aegyptiorum” (1591) e il “De plantis Aegypti” (1592) del medico-botanico Prospero Alpino (1553÷1616), si cita che anche gli egiziani usavano questa pianta a scopo alimentare.

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