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Uncaria: contro virus e infiammazioni, la pianta miracolosa della giungla a difesa del nostro sistema immunitario

Immunomodulante, immunostimolante, antivirale, antinfiammatoria, cicatrizzante e antireumatica tutte le proprietà e i benefici dell’Uncaria tomentosa Willd. DC.

“Uña de gato:
la llamó cariño
recordando arañazos
que la zarza bondadosa
dio para defenderse
del machete asesino..”

Cabieses F. 1997, La Uña de Gato y su Entorno (DE LA SELVA A LA FARMACIA)

di Francesco Marino

Uncaria tomentosa Willd. DC. è una pianta legnosa a portamento rampicante appartenente alla famiglia delle Rubiaceae.
La pianta può raggiungere i 30 m di altezza grazie alla presenza sugli steli delle caratteristiche spine legnose uncinate a forma di “unghia di gatto”, da cui deriva il nome, che le permettono il sostegno nella funzione rampicante. Le foglie oblunghe, dal margine intero e apice acuto sono disposte in modo opposto. Da Settembre a Novembre sormontati da infiorescenze a racemo si presentano i fiori dalla corolla bianco- cremosa, gialla.

La droga della specie officinale è rappresentata dalla corteccia e dalla radice.
Originaria del Centro e del Sud America, l’habitat della specie è rappresentato dalla foresta pluviale amazzonica dai 400÷800 mt.
La pianta rappresenta uno dei principali rimedi curativi utilizzati nella medicina tradizionale Peruviana.

Impiegata per lenire ogni tipo di malattia, si attesta il suo uso nella popolazione Asháninka come rimedio contro febbre, malattie infiammatorie tra cui ulcere gastriche, diarrea e malattie gastrointestinali, artrite e reumatismi, diabete, malattie del tratto urinario e cancro.

Vendita popolare di Uncaria tomentosa Willd. DC.
Fonte: www.medicinacomplementar.com –
Cabieses F. 1997, La Uña de Gato y su Entorno (DE LA SELVA A LA FARMACIA)

Etimologia

Uncaria: dal latino uncus uncino, con riferimento alle spine uncinate;

tomentosa: da toméntum peluria: in riferimento alla presenza di peluria.

Proprietà

Immunomodulante, immunostimolante, antivirale, antinfiammatoria, cicatrizzante e antireumatica, gli estratti della corteccia e la radice di Uncaria tomentosa Willd. DC. sono utili nel trattamento di malattie da raffreddamento, dolori articolari, prostatiti, cistiti, asma, allergie, borsite, cancro, candidosi, diabete, ulcere gastriche, gotta, morbo di Crohn, fibromialgia, infezione sessualmente trasmissibile (IST) e infezioni virali.


L’efficacia terapeutiche della corteccia e la radice di Uncaria tomentosa Willd. DC. sono rappresentate dal profilo metabolico della specie caratterizzato dalla presenza di composti alcaloidi oxidolici, alcaloidi come rincofillina, irsutina,e mitrafillina acidi glicosidici quinovici, tannini, le catechine, e le procianidine, o i fitosteroli (beta-sitosterolo, sigmasterolo, campsterolo).


L’Uncaria svolge attività antinfiammatoria e antivirale nei confronti di infiammazioni croniche, e numerose patologie virali.
L’azione immunostimolante
si esplica attraverso laumento dell’attività fagocitaria dei macrofagi e attraverso l’aumento del numero dei linfociti T.

Gli estratti della pianta hanno dimostrato attività anti-mutagena utile nella prevenzione delle patologie degenerative e nell’inibizione della proliferazione di cellule tumorali umane in linee cellulari leucemiche e di linfoma B.

Spine di Uncaria tomentosa Willd. DC.
Fonte: www.medicinacomplementar.com – Cabieses F. 1997, La Uña de Gato y su Entorno (DE LA SELVA A LA FARMACIA)

Formulazioni Erboristiche

I principali preparati erboristici derivati dalla specie Uncaria tomentosa Willd. DC. sono:

  • Decotto: (si utilizza il taglio tisana della corteccia e la radice);
  • Capsule: (polveri di estratti secchi con aggiunta di olio essenziale);
  • Tintura madre (macerato idroalcolico della droga fresca);

Avvertenze e Controindicazioni

A causa dei suoi effetti immunostimolanti, gli estratti di Uncaria tomentosa Willd. DC. non devono essere usati con farmaci destinati a sopprimere il sistema immunitario, come ciclosporina o altri farmaci prescritti a seguito di un trapianto di organi.
Alcune sostanze presenti nel profilo metabolico della specie Uncaria tomentosa Willd. DC. possono ridurre l’aggregazione piastrinica e perciò fluidificare il sangue, si consiglia di non assumere estratti della pianta durante la terapia con farmaci anticoagulanti, antiaggreganti piastrinici, aspirina, in prossimità di eventi chirurgici e in concomitanza a farmaci antipertensivi poiché ne potrebbe potenziare l’azione.
Evitare di assumere estratti di Uncaria tomentosa Willd. DC. durante la terapia con antiacidi, poiché potrebbero compromettere il corretto assorbimento degli alcaloidi e dei tannini.

Pluralismo e confusione sul web

Sono molte le specie vegetali che vengono chiamate “uña de gato”, molto spesso la stessa Uncaria tomentosa Willd. DC. è confusa e la sua immagine erroneamente riportata sul web.
Per fare chiarezza sulla specie di seguito la foto che ritrae la morfologia di Uncaria guianensis (Aubl.) J.F.Gmel. spesso attribuita erroneamente alla specie Uncaria tomentosa Willd. DC.

Spina di Uncaria guianensis (Aubl.) J.F.Gmel.
Fonte: www.medicinacomplementar.com – Cabieses F. 1997, La Uña de Gato y su Entorno (DE LA SELVA A LA FARMACIA)

Uncaria tra storia e curiosità

Il vernacolare nome spagnolo attribuito alla specie “uña de gato” (trad. “unghia di gatto”) dato dalle caratteristiche spine legnose semicurve che la pianta usa per la sua funzione rampicante, nasconde l’importante ruolo che questa pianta ha rappresentato nella cura della salute dei popoli.
Infatti, il riferimento alle unghie del gatto, non delinea solo un carattere morfologico della specie vegetale, ma, riflette la sfera mistica del culto del felino a cui è assegnato un significato magico legato alla convivenza domestica, un simbolo di protezione e familiarità che riflette strettamente le portentose proprietà terapeutiche della pianta.

Il nome della specie Uncaria tomentosa Willd. DC. risale al 1830, prima di questa data (1819) la pianta era conosciuta con il nome di (Nauclea aculeata, N tomentosa, Orouparia tomentosa).

Nel 1950 il naturalista tedesco Arturo Brell iniziò i suoi studi sulla specie e ne intuì le proprietà antinfiammatori e la possibile attività antitumorale.

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Bibliografia

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Cabieses F. 1997, La Uña de Gato y su Entorno (DE LA SELVA A LA FARMACIA) Ed. Sellograf s.a., Lima, Perù.

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