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Rosa canina: proprietà, benefici ed usi in Erboristeria

Il frutto della Rosa canina L. integratore naturale ad alto contenuto di Vitamina C rimedio efficace contro raffreddore e influenze.

di Francesco Marino

“La leggenda narra che sia da attribuire a Bacco la nascita del prezioso fiore quando, per riconoscenza, trasformò in Rosa un intricato cespuglio di spine, dove, una giovane ninfa scappando dalla struggente passione del dio satiro vi inciampò e in questo restò imprigionata”.

La Rosa canina L. è una specie a portamento arbustivo-sarmentoso appartenente alla famiglia delle Rosaceae. L’aspetto cespuglioso e spinoso riflette la morfologia del fusto legnoso cosparso di robuste e grosse spine che si protrae in alto con altezza di 1÷3 m con un’ampia ramificazione pendente lasciando spazio a giovani rami verdi dove sono collocate le foglie e i fiori. Le foglie imparipennate caduche si presentano con margine dentellato. Da Maggio a Luglio ricorre il periodo della fioritura con la comparsa dei fiori portati su penducoli glabri in modo solitario o in gruppi di 2÷3, caratterizzati da 5 sepali e 5 petali dal colore rosa carico e dal profumo delicato. La droga della specie officinale è rappresentata dai cinorrodi, i frutti o meglio i falsi frutti della Rosa canina dalla colorazione rossa a maturità raggiunta. La specie spontanea è presente in tutta Europa, Africa nord-occidentale e Asia occidentale. Margini dei boschi, radure e pascoli caratterizzano il suo habitat sino ai 1900 mt.
Utilizzata da tempo nella medicina tradizionale sotto forma di infuso per lenire i sintomi influenzali, come antinfiammatorio, e a scopo alimentare in marmellate e sciroppi come integratore vitaminico per l’elevato contenuto di Vitamina C presente nei frutti.

Rosa canina L. fiore.
Etimologia

Rosa: da rósa rosa (in greco ῥόδον rhódon): la regina dei fiori;
canina: deriva dal greco “Kynosbator” “kynos” = cane e “batos” = arbusto spinoso, da ricollegare all’uso che si faceva un tempo della radice di questa pianta per curare la rabbia.

Proprietà

I cinorrodi di Rosa canina L. sono utili nel trattamento del raffreddore, delle malattie infettive, dei disturbi gastrointestinali, delle malattie del tratto urinario, delle malattie infiammatorie e sono in grado di ridurre i sintomi dell’osteoartrosi.

L’azione antiossidante e l’efficacia terapeutica dei cinorrodi è attribuita alla presenza di sostanza bioattive in essi contenuti, quali: Vitamina C (acido ascorbico), Vitamina A, riboflavina, flavonoidi, tannini, acidi organici. La presenza di un elevato contenuto di Vitamina C circa 300-400mg/100g, colloca i frutti (cinorrodi) di Rosa canina L. fra gli alimenti a più alto contenuto di Vitamina C presenti nei vegetali.

Le gemme sono indicate nel trattamento e nella prevenzione delle patologie infettive a carico dell’apparato respiratorio.

Dall’effetto tonico e antiossidante, l’efficacia dei cinorrodi è un rimedio naturale utile in fitocosmesi nei trattamenti anti-age e nella cura di pelli secche e ruvide come idratante.

Formulazioni Erboristiche

I principali preparati erboristici derivati dalla specie Rosa canina L.sono:

  • Miellito: (macerazione dei cinorrodi freschi nel miele)
  • Tintura madre (macerato idroalcolico dei cinorrodi freschi);
  • Gemmoderivato (macerato idroglicerico 1DH delle gemme fresche);

Nota: La Vitamina C è termolabile, per cui si consiglia di utilizzare i cinorrodi crudi, poiché durante la cottura l’acido ascorbico perde la propria efficacia biologica.

La Rosa canina tra storia e curiosità

Reperti fossili ritrovati nel Colorado e nell´Oregon (USA) attestano la presenza della rosa sul pianeta Terra più di quaranta milioni di anni fa.
Nel IV secolo a.C la poetessa greca Saffo definì la rosa “regina dei fiori”. Nel 77 d.C. Plinio citava ben 32 disturbi che potevano essere curati con preparati a base di rose.
Dal tempo del re inglese Enrico VII (1485-1509), la Rosa canina divenne emblema ufficiale prima dei Tudor, e successivamente divenne emblema della monarchia britannica e dell’Inghilterra.
Tra il IX e il X secolo ad Avicenna venne inventata la famosa acqua di rose.
Circa il 96% dei profumi femminili e il 46% di quelli maschili contengono essenza di rosa.
“Le arance del Nord”, l’appellativo dato dai bambini inglesi durante la seconda guerra mondiale per indicare i frutti della Rosa canina L., per la preziosa fonte di Vitamina C in sostituzione agli agrumi, che in quel periodo erano difficili da reperire.
La Rosa canina L., viene utilizzata come porta innesto per le tante varietà di rose.

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