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Passiflora: l’efficacia del fiore simbolo della Passione di Cristo

Sedativo nel trattamento di ansia e insonnia, antispasmodico nella cura della gastrite e del colon irritabile, tutte le proprietà e gli usi in Erboristeria della Passiflora incarnata L.

di Francesco Marino

“Quel dì che sul Calvario il Redentore per dar salute a noi morte sofferse, dal vivo sangue, ond’Ei la terra asperse, nacque (penso io) questo mirabil fiore, “[…]

Giovanni Valesio (Il fior de la granadiglia, 1609)

Passiflora incarnata L. è una pianta perenne rampicante appartenente alla famiglia delle Passifloraceae.

Il fusto legnoso, presenta corteccia di colore verde-grigiastro e raggiunge anche i 6÷9 m di lunghezza.
Le foglie portate da un lungo picciolo si presentano profondamente divise in 3 lobi ovali-acuti. All’ascella delle foglie disposte in modo alterne, si sviluppano i cirri, organi prensili che permettono alla pianta di avvilupparsi a dei sostegni per arrampicarsi.
Da Giugno a Settembre si presentano dal colore bianco e violaceo i fiori dalla bellezza indiscussa, solitari, grandi e lungamente penducolati.

La droga della specie officinale è rappresentata dai fusti legnosi e dalle foglie.
La specie è originaria del Messico, Brasile, Paraguay, Nord dell’Argentina e Sud-Est degli Stati Uniti, il suo habitat è rappresentato da ambienti soleggiati o semiombreggiati.

Le proprietà terapeutiche della Passiflora incarnata L. era già nota agli antichi popoli Aztechi che utilizzavano la pianta come sedativo contro il nervosismo e l’insonnia.
Furono i Gesuiti e gli Agostiniani agli inizi del 1600 a portare la pianta in Europa e ad associare la stessa agli “arma Christi”, equiparando la morfologia del fiore agli strumenti della Passione di Cristo: nei filamenti raggianti la corona di spine, nello stilo la colonna di flagellazione, nei tre stimmi i chiodi, nei quattro stami a “T” il martello.

Etimologia:

Passiflora: Il nome del genere deriva dal latino ‘passio’, passione e ‘flos’, fiore, e gli fu attribuito dai missionari Gesuiti nel 1610, successivamente adottato da Linneo.

incarnata: da incárno incarnare, assumere un colore icarnato

Proprietà

La Passiflora incarnata L. presenta proprietà: sedative, ipnoinducente, antispasmodiche e analgesiche.

L’azione terapeutica degli estratti di Passiflora è rappresentata dall’efficacia dei principi attivi contenuti nel profilo metabolico costituito da: flavonoidi, fenoli acidi, cumarine, alcaloidi indolici, fitosteroli, glucosidi cianogenetici e olio essenziale.

Le formulazioni erboristiche contenenti estratti di Passiflora incarnata L. dall’azione sedativa sul Sistema Nervoso Centrale, sono indicati nei trattamenti di stati nervosi, agitazione psico-motoria, ansia e stati di eccitazione nervosa (angoscia, gastralgie, disturbi della menopausa).

La Food and Drug administration cataloga la specie “safe herbal sedative” per l’assenza di interazioni conosciute, questo permette un utilizzo della pianta anche per periodi lunghi, in terapia di sostituzione con ansiolitici di sintesi e in pediatria.

L’effetto spasmolitico rende la Passiflora incarnata L. un valido rimedio naturale nel trattamento delle patologie digestive influenzate da stress e nervosismo: gastrite, ulcera peptidica, dispepsia e colon irritabile.

Formulazioni Erboristiche

I principali preparati erboristici derivati dalla specie
Passiflora incarnata L. sono:

  • Decotto: (si utilizza il taglio tisana delle parti aeree);
  • Tintura madre: (macerato idroalcolico delle parti aeree fresche);
  • Compresse: (preparazioni solide ottenute dalla compressione della pianta frantumata);

La Passiflora tra storia e curiosità

Gli antichi popoli Aztechi utilizzavano la pianta come sedativo contro il nervosismo e l’insonnia.

Era uso sempre presso le antiche civiltà precolombiane cibarsi dei frutti della specie Passiflora edulis Sims.

Tra il 1608 e il 1609 furono gli Agostiniani a presentare il fiore a papa Paolo V.

Giacomo Bosio associa ‘arrivo del primo disegno di passiflora a Roma al teologo agostiniano Manuel de Villegas.

La Compagnia di Gesù si fece promotore nel 600 della divulgazione del fiore in Europa, che ben presto si rivelò un valido mezzo per riavvicinare i fedeli al culto della croce.

Nel Seicento letterario italiano la raccolta dedicata al Fiore della granadiglia rappresenta uno dei lavori di successo che maggiormente caratterizzò la poesia barocca italiana.

Il nome granadiglia deriva dal castigliano granadilla per la somiglianza del frutto con il melograno.

Il botanico francese Jean Robin tra il 1613 ed il 1614 attesta la prima fioritura della pianta in Europa.

Gli Orti Farnesiani rappresentarono uno dei primi luoghi ad accogliere i semi di Passiflora in Europa.

Il primo disegno della pianta fiorita in Europa fu realizzato nel 1619 da Linceo Giovanni Faber, responsabile dell’orto ponteficio e professore di botanica.

Il contributo alla Chiesa di Roma a partire dal 1608 da parte di scrittori, poeti e naturalisti rese la Passiflora il simbolo dell’epoca, tant’è che venne ribattezzata donum Dei.

I popoli del Sudamerica identificano la pianta con i nomi: maracuja, maracock o maracot.

La famiglia di Passifloraceae comprende circa 525 specie.

Il frutto della specie Passiflora edulis Sims. chiamato frutto della passione rappresenta l’unico frutto commestibile.

La mousse di maracuja è un tipico dolce del Brasile.

Passiflora caerulea L è specie ornamentale.

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